Modulo 35: Era già tutto scritto: nulla di più utile delle letture… e dei classici per un giornalista

Venerdì, 29 maggio 2026

08:45 – 09:00

Analisi critica dei media

Roberto Antonini (Dir. Corsi di
Giornalismo)

09:00 – 10:30

Cosa “bisogna” leggere per imparare?

Lorenzo Erroi (Responsabile Dipartimento Cultura e Società RSI e giornalista RSI)

Sinossi della lezione

Un giornalista deve scrivere e dire le cose giuste, certo. Però deve anche scriverle e dirle bene, altrimenti il lettore si stufa. Cosa possiamo fare per esprimerci in maniera non banale, pur evitando semplificazioni, svolazzi, sensazionalismi e trucchetti di bottega? La lezione prenderà spunto dai testi di alcuni grandi giornalisti, commentatori e scrittori – Eco, Berselli, Talese, Pansa – per provare a capire cosa ha reso memorabili alcuni dei loro ‘pezzi’.

Lorenzo Erroi

Lorenzo Erroi è nato a Cesena nel 1981 e vive in Capriasca. Ha studiato Filosofia all’Università di Pisa e Relazioni Internazionali alla Johns Hopkins University (Bologna e Washington, DC). Dopo alcuni anni nel marketing ha iniziato a lavorare come giornalista per laRegione, di cui ha assunto la co-vicedirezione nel gennaio 2021, oltre a dirigere per alcuni anni il settimanale Ticino7. Dall’ottobre 2023 è responsabile del Dipartimento Cultura e Società RSI. 

10:45 – 12:15

La cultura rafforza il giornalismo. Anche il giornalismo sportivo.

Stefano Marelli (Responsabile redazione sport alla laRegione)

Sinossi della lezione

La lezione si apre con una nota storica per spiegare i motivi per cui in Europa lo sport – e il giornalismo sportivo – siano stati a lungo considerati come quanto di più lontano ci fosse dalla cultura ufficiale, quella alta e con la C maiuscola, quella dei letterati. E come invece, per contro, negli Stati Uniti, per motivi culturali, questa distanza sia sempre stata molto più ridotta, o in certi casi addirittura inesistente. A conferma di ciò, verrà mostrato un mio articolo che narra la storia di George Plimpton, esempio assai eloquente di grande intellettuale americano che non ha mai snobbato lo sport, anzi, ne ha fatto uno dei temi principali della sua opera in veste di editore, giornalista e romanziere.

Si prosegue poi spiegando in che modo, nel corso degli anni, la distanza fra cultura e sport sia andata diminuendo anche in Europa, grazie soprattutto all’intuizione di qualche illuminato direttore di quotidiano che – in aggiunta ai cronisti tecnici – cominciò ad affidare la copertura delle gare ciclistiche o delle Olimpiadi a celebri romanzieri o ai giornalisti operanti di solito in altri ambiti (in Francia Antoine Blondin, in Italia Buzzati, Pratolini, Calvino, Montanelli, Soldati, Chiara e altri): il loro lavoro, oltre a nobilitare in un certo senso le discipline sportive, ha contribuito appunto ad avvicinare mondi che, nella percezione di molti, parevano irrimediabilmente separati. Per rimarcare il fatto che lo sport, contrariamente a quanto qualcuno sia portato a credere, non è un’isola, si porteranno esempi che mostrano come l’agonismo sia invece sempre un’emanazione dell’ambiente e dell’epoca che lo circonda, tanto che ad esempio molti statisti lo hanno largamente usato a fini propagandistici, dall’antichità ai giorni nostri, passando per i dittatori del ventesimo secolo. In seguito, si spiegherà in che modo un buon giornalista sportivo – in realtà un buon giornalista tout-court – debba o possa appropriarsi della cultura per svolgere in maniera più interessante e completa il proprio lavoro, quali siano le fonti utili, il modo di farne tesoro, ecc. Senza dimenticare, ovviamente, che tutta questa attività di ricerca presenta anche qualche risvolto negativo, come ad esempio la quantità di tempo – ma anche di denaro – che va investita in questa operazione. Successivamente, verranno illustrati esempi pratici di come il fatto di seguire e conoscere – almeno a grandi linee – gli eventi politici mondiali di oggi e di ieri (ad esempio le lotte di emancipazione degli afroamericani o il dramma delle guerre nella ex Jugoslavia) sia di grande aiuto nello svolgimento della professione di giornalista sportivo.

Attenzione sarà pure rivolta agli effetti pratici che la curiosità e la passione per la cultura provoca sui risultati del proprio lavoro. A sostegno di quanto sostenuto, verranno mostrati esempi di testi da me composti (tratti soprattutto da vecchi numeri della rubrica Sportellate) in cui dovrebbe ben vedersi quanto l’integrazione di ‘elementi culturali’ possa giovare alla trattazione di temi di natura sportiva.

Infine, un’occhiata sarà data pure alle colpe della stampa sportiva: spesso sono stati infatti i giornalisti sportivi – col loro modo di lavorare e per colpa del linguaggio utilizzato – a fare in modo che il loro ambito professionale restasse un po’ alieno a tutto ciò che lo circondava: si è assistito, in qualche caso, a una sorta di processo di autoghettizzazione che non ha giovato a nessuno.

Stefano Marelli

Stefano Marelli (1970), giornalista dal 1997, ha lavorato per Teletext e per la redazione sportiva (Rete Uno) della Rsi. È stato a lungo collaboratore del Giornale del Popolo e del Corriere del Ticino e, dal 2022, è caposervizio sport a laRegione, dove fra l’altro tiene una rubrica settimanale (Sportellate) di critica e analisi di quanto succede nel mondo dell’agonismo. Come scrittore ha pubblicato i romanzi ‘Altre stelle uruguayane’ (2013, Premio Selezione Bancarella sport) e ‘A dime a dozen’ (2016), oltre a due raccolte di racconti a tema calcistico: ‘Pezzi da 90’ (2014) e ‘Il secolo breve del calcio mondiale’ (2022). 

Pausa pranzo

13:45 – 16:30

Dalla Grecia e da Roma, gli insegnamenti per la modernità.

Lucia Orelli Facchini (Docente di letteratura classica))

Sinossi della lezione

L’intervento sul mondo antico si apre con tre argomenti da considerare obbligatori nell’affrontarlo (1. Perché Grecia e Roma, 2. ‘Classico’ e i suoi ‘-ismi’, 3. Donne e schiave), segue l’approfondimento di tre temi centrali (1. La belva dentro di noi, 2. Tradizioni di concettualizzazione e dialogo, 3. Parresia e democrazia). Segue una carrellata di stimoli da Omero a Tacito. 

Lucia Orelli Facchini

Lucia Orelli Facchini, filologa e archeologa classica, dr. in medicina e filosofia antiche, insegnante di greco e di latino al Liceo cantonale di Bellinzona, Vicepresidente della Delegazione della Svizzera Italiana dell’Associazione Italiana di Cultura Classica (AICC-DSI) e membro di comitato dell’Associazione Svizzera dei filologi classici (SAV/ASPC/ASFC).

Monografie e curatele: L. Orelli, La pienezza del vuoto. Meccanismi del divenire fra embriologia e cosmogonia nell’ambito dell’atomismo antico, Bari: Le Rane, 1996; Fragmentsammlungen philosophischer Texte der Antike – Le raccolte dei frammenti di filosofi antichi, Atti del Seminario Internazionale, Ascona, Centro Stefano Franscini, 22-27 Settembre 1996, hrsg. v. W. Burkert, L. Gemelli-Marciano, E. Matelli, L. Orelli (Aporemata; Band 3), Göttingen: Vandenhoeck & Ruprecht, 1998; Giacomo Genora, Liber hexametrorum sive heroicorum carminum – Libro degli esametri ossia dei versi eroici della Valle di Blenio, a cura di L. Orelli Facchini, Bellinzona: Edizioni dello Stato del Cantone Ticino, 2005; Nuove lezioni Bellinzonesi 1/2022: Limite, a cura di S. Bionda e L. Orelli Facchini, Bellinzona: Casagrande, 2022; Nuove lezioni bellinzonesi 2/2025, a cura di S. Bionda e L. Orelli Facchini, Bellinzona: Casagrande, 2025.