Modulo 24: Scienza tra oggettività e condizionamenti

Sabato, 28 febbraio 2026

09:00 – 09:15

Analisi critica dei media

Roberto Antonini (Dir. Corsi di
Giornalismo)

09:15 – 12:30

L’informazione scientifica, come non lasciarsi manipolare, come procedere con credibilità.

Giovanni Pellegri (Responsabile di “L’ideatorio” presso USI Università della Svizzera italiana – Coordinatore regionale Fondazione Science et Cité e docente presso la Facoltà di Scienze economiche)

Sinossi della lezione

L’informazione scientifica, come non lasciarsi manipolare, come procedere con credibilità

Quali meccanismi trasformano una scoperta scientifica in un titolo? Su quali equilibri – editoriali, economici e culturali – la scienza entra nei mass media? In un’epoca in cui l’informazione si fa sempre più breve, semplificata e urlata, esiste ancora lo spazio per un racconto rigoroso e riflessivo dello sviluppo scientifico e tecnologico?  Oggi scienza e tecnologia occupano un ruolo centrale non solo nell’innovazione e nell’economia, ma anche nel benessere di un Paese. Eppure, la scienza sui mass media sembra subire le stesse dinamiche che attraversano altri ambiti della comunicazione: riduzione dello spirito critico, spettacolarizzazione, crescente visibilità di narrazioni antiscientifiche. Comprendere l’intreccio, complesso e spesso invisibile, tra i meccanismi che governano la produzione scientifica (interessi economici e politici, sistemi di finanziamento, logiche delle pubblicazioni accademiche, ruolo degli uffici stampa dei centri di ricerca) e gli immaginari collettivi che plasmano la percezione pubblica della scienza permette di acquisire qualche elemento supplementare per poter raccontare la scienza nei media con senso critico e responsabilità professionale.

Giovanni Pellegri

Giovanni Pellegri (Lugano, 1966), dottore in neurobiologia, si occupa di dialogo tra scienza e società. Docente presso l’Università della Svizzera italiana è responsabile de L’ideatorio (USI) e della Casa della sostenibilità (USI). Come coordinatore regionale della Fondazione Science et Cité, un centro di competenze dell’Accademia svizzera delle scienze, si occupa di promozione della cultura scientifica. Nel passato è stato per 6 anni responsabile di una pagina scienza su un quotidiano e per 12 anni conduttore/redattore della trasmissione TV della RSI “Il Giardino di Albert”.

Pausa pranzo

13:30 – 15:30

Quale linguaggio per divulgare la scienza?

Maria Grazia Buletti (Giornalista freelance)

Sinossi della lezione

Il corso propone un percorso di riflessione teorica e pratica sul giornalismo scientifico e sulla
divulgazione sanitaria, con particolare attenzione all’ambito della salute e della politica sanitaria,
oggi tra i settori più delicati, complessi e strategici dell’informazione pubblica.
In un contesto segnato da sovrabbondanza informativa, accelerazione digitale e crescente
influenza del “business della sanità”, si inserisce anche la progressiva sfiducia della popolazione
nei confronti della medicina, fenomeno accentuato dalla pandemia. Come evidenziato dal
professor Hubert Steinke, direttore dell’Istituto di storia della medicina dell’Università di Berna, il
calo significativo della fiducia verso la medicina è in larga misura riconducibile anche al ruolo dei
media, le cui modalità di narrazione e rappresentazione dei temi sanitari hanno inciso sulla
percezione pubblica della scienza. Un’analisi che sarà approfondita durante il corso e che richiama
con forza la responsabilità del giornalista scientifico: in ambito medico la fiducia non è un
elemento accessorio, bensì un fattore centrale di prevenzione, di efficacia terapeutica e di
tenuta del sistema sanitario.
In questo scenario, il giornalista scientifico è chiamato a sviluppare competenze specialistiche
solide, senso critico e responsabilità etica. La fiducia non può essere compromessa da
un’informazione sommaria, sensazionalistica o imprecisa.
Il corso intende fornire strumenti concreti per costruire un modello di lavoro il più possibile
equilibrato, rigoroso ed efficace. Attraverso momenti teorici, mini-workshop ed esercizi pratici, gli
studenti saranno esortati a: comprendere la specificità del giornalismo scientifico rispetto ad altri ambiti
dell’informazione; affinare le competenze nella ricerca, selezione e verifica delle fonti scientifiche; valutare l’affidabilità di studi, dati e dichiarazioni esperte a livello cantonale, nazionale e globale; riconoscere le implicazioni etiche e giuridiche legate alla comunicazione in ambito sanitario; confrontarsi con le sfide poste dalla digitalizzazione e dai nuovi strumenti di fact-checking; riflettere sul ruolo dei media nel plasmare la percezione pubblica della medicina.
Particolare attenzione sarà dedicata al linguaggio del giornalismo scientifico. In un mondo in cui
l’informazione è abbondante, la chiarezza diventa uno strumento decisivo. Scrivere per farsi
capire significa rendere accessibili contenuti complessi senza banalizzarli, evitare ambiguità,
semplificazioni fuorvianti e tecnicismi non spiegati, e garantire trasparenza nel rapporto tra dati,
interpretazioni e opinioni. La precisione terminologica, la contestualizzazione dei risultati
scientifici e la capacità di distinguere tra evidenze, ipotesi e opinioni costituiscono competenze
centrali del percorso.
L’obiettivo finale è stimolare negli studenti la costruzione di una propria linea editoriale
consapevole, etica e responsabile, capace di coniugare rigore scientifico e chiarezza comunicativa.
Al termine del corso, ciascuno sarà invitato a formulare proposte e modelli operativi per un
giornalismo sanitario che sappia informare, orientare e contribuire a rafforzare il rapporto di
fiducia tra scienza, media e società.

Maria Grazia Buletti

CV_MARIA_GRAZIA_BULETTI-002.pdf