Il corso propone un percorso di riflessione teorica e pratica sul giornalismo scientifico e sulla
divulgazione sanitaria, con particolare attenzione all’ambito della salute e della politica sanitaria,
oggi tra i settori più delicati, complessi e strategici dell’informazione pubblica.
In un contesto segnato da sovrabbondanza informativa, accelerazione digitale e crescente
influenza del “business della sanità”, si inserisce anche la progressiva sfiducia della popolazione
nei confronti della medicina, fenomeno accentuato dalla pandemia. Come evidenziato dal
professor Hubert Steinke, direttore dell’Istituto di storia della medicina dell’Università di Berna, il
calo significativo della fiducia verso la medicina è in larga misura riconducibile anche al ruolo dei
media, le cui modalità di narrazione e rappresentazione dei temi sanitari hanno inciso sulla
percezione pubblica della scienza. Un’analisi che sarà approfondita durante il corso e che richiama
con forza la responsabilità del giornalista scientifico: in ambito medico la fiducia non è un
elemento accessorio, bensì un fattore centrale di prevenzione, di efficacia terapeutica e di
tenuta del sistema sanitario.
In questo scenario, il giornalista scientifico è chiamato a sviluppare competenze specialistiche
solide, senso critico e responsabilità etica. La fiducia non può essere compromessa da
un’informazione sommaria, sensazionalistica o imprecisa.
Il corso intende fornire strumenti concreti per costruire un modello di lavoro il più possibile
equilibrato, rigoroso ed efficace. Attraverso momenti teorici, mini-workshop ed esercizi pratici, gli
studenti saranno esortati a: comprendere la specificità del giornalismo scientifico rispetto ad altri ambiti
dell’informazione; affinare le competenze nella ricerca, selezione e verifica delle fonti scientifiche; valutare l’affidabilità di studi, dati e dichiarazioni esperte a livello cantonale, nazionale e globale; riconoscere le implicazioni etiche e giuridiche legate alla comunicazione in ambito sanitario; confrontarsi con le sfide poste dalla digitalizzazione e dai nuovi strumenti di fact-checking; riflettere sul ruolo dei media nel plasmare la percezione pubblica della medicina.
Particolare attenzione sarà dedicata al linguaggio del giornalismo scientifico. In un mondo in cui
l’informazione è abbondante, la chiarezza diventa uno strumento decisivo. Scrivere per farsi
capire significa rendere accessibili contenuti complessi senza banalizzarli, evitare ambiguità,
semplificazioni fuorvianti e tecnicismi non spiegati, e garantire trasparenza nel rapporto tra dati,
interpretazioni e opinioni. La precisione terminologica, la contestualizzazione dei risultati
scientifici e la capacità di distinguere tra evidenze, ipotesi e opinioni costituiscono competenze
centrali del percorso.
L’obiettivo finale è stimolare negli studenti la costruzione di una propria linea editoriale
consapevole, etica e responsabile, capace di coniugare rigore scientifico e chiarezza comunicativa.
Al termine del corso, ciascuno sarà invitato a formulare proposte e modelli operativi per un
giornalismo sanitario che sappia informare, orientare e contribuire a rafforzare il rapporto di
fiducia tra scienza, media e società.